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Discussione: Tipicità dell'essenza. Dogma o falso mito?

  1. #1
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    Tipicità dell'essenza. Dogma o falso mito?

    Devo dire che più procedo nella mia formazione bonsaistica, più il concetto di tipicità dell'essenza va a cozzarsi con quello che vedo, e non mi riferisco tanto a quello che c'è in Italia/Europa, ma bensì ai bonsai solitamente pubblicati sulla Kinbon. Ho avuto come l'impressione che la tipicità non sia il dogma insuperabile a cui ogni diligente bonsaista deve attenersi (pena l'irrealismo del bonsai stesso), ma bensì una regola base che una volta acquisita può essere superata (ovviamente non distorcendola platealmente).
    L'azalea, ad esempio, ne è un tipico esempio; solitamente impostata come un pino (questo sempre in Giappone) assume forme e stili che certo non ricordano gli arbusti da cui naturalmente provengono.
    L'osservazione degli alberi in natura, suscita in noi delle emozioni, sensazioni, sentimenti, che solo successivamente vengono seguiti dall'interpretazione della forma. Ovviamente è la "forma" che ci fa provare quelle cose, quindi ben venga la sua decodifica/codifica negli stili bonsai, ma non è sulle sensazioni che il bonsaista dovrebbe puntare per rendere credibile il suo bonsai? Lo stesso prof. Genotti afferma che imporre una forma ad un essere vivente come un bonsai, rendo lo stesso freddo ed inanimato, svuotandolo di ogni suo significato. Che la naturalezza di cui lui parla sia in realtà la capacità intrinseca della natura di suscitare in noi quelle emozioni per madre terra oramai sopite, e che invece potrebbero essere ridestate da un Bonsai?

    A voi la parola

  2. #2
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    con questo post apri una capitolo tra i più controversi, e io più che risposte ho altre domande..... mi piacerebbe sapere cosa pensano gli esperti per fare chiarezza.
    Tu hai fatto l'esempio dell'azalea, a me ne vengono in mente altri... tanto per citarne qualcuno, il mirto, l'olivastro, la phillirea, l'erica... tutte essenze che in natura hanno portamento arbustivo.... come ci si dovrebbe porre nei loro confronti??? se dovessimo accettare tout-court la "teoria" della tipicità dell'essenza come dovremmo comportarci??? non considerarle come essenze per fare bonsai??? e se le utilizziamo (come in effetti è....) imporre loro una forma, è stravolgere la tipicità di queste essenze, svuotarle del loro fascino?? a mio modesto parere non è proprio così.... dare una forma credibile a qualsiasi pianta (senza farsi prendere la mano magari), potrebbe suscitare un'emozione, un sentimento, ed in fondo è quello che cerchiamo in ognuna di loro.
    Personalmente credo che la lettura che hai dato alle parole del Prof. Genotti sia quella corretta, certo sarebbe bello avere da lui qualche chiarimento in merito... o magari qualcuno (TONYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYY, SERGIOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!) si potrebbe fare portavoce e chiarire quello che è il suo pensiero in merito.
    In ogni caso spero che le risposte di chi ne sa più di me arrivino al più presto.... io intanto mi faccio il bagno nei miei interrogativi

  3. #3
    Non credo di essere all'altezza di questa discussione, troppo 'giovane'!!
    Certo questa è una di quelle cose che ha messo in me, e credo anche in molti altri neofiti, molta confusione. Leggi ovunque certe cose, come la tipicità dell'essenza, e trovi nelle immagini, nelle dimostrazioni, in video, un pò ovunque insomma, l'esatto opposto. Questo succede non solo in questo caso; mi sono ritrovato spesso a dirmi 'ma questo non sarebbeun errore' oppure 'ma qui non dovrebbe esserci un ramo' e via dicendo. Il tutto viene poi superato con 'regola base - una volta acquisita, si può superare'. Ok, va bene, ma allora così io mi chiedo sempre quale sia il limite tra il neofita che sbaglia e l'artista che supera la regola. Ovvio che la pianta del neofita si veda solitamente per altri aspetti, ma a volte potrebbe non essere così. C'è un post in cui la pianta di un maestro è discussa su richiesta di Carlo; se quella pianta fosse stata di un neofita forse gli 'errori' che qualcuno ha notato sarebbero stati criticati più aspramente. Credo sia assolutamente normale, ma continuo a chiedermi dove sia allora il limite tra "l'incapace" e "l'artista". Un pò come a scuola quando si studiava storia dell'arte tra cubisti,impressionisti e astrattisti (e via dicendo); scarabocchi o arte?! Non voglio far arrabbiare ne offendere nessuno; parlo da ultimo degli ultimi, neofita, ignorante e probabilmente poco artista.

    ---------------------------------
    Non è forte chi non cade mai, ma chi cadendo ha la forza di rialzarsi!

  4. #4
    Moderatore L'avatar di kitora
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    io sono per il dogma ;)
    d'altra parte anch'io ho notato su kinbon, che a volte anche i Giappi, si lasciano affascinare dal coniferoso :(
    abbassando i rami di poveri acerini

    il mondo è bello perché è vario


    Nicola Crivelli
    http://web.mac.com/kitora

  5. #5
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    Kit, cosa esprimono secondo te quegli aceri coniferosi? Cosa hai provato quando li hai visti?

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Carlo Visualizza Messaggio
    Kit, cosa esprimono secondo te quegli aceri coniferosi? Cosa hai provato quando li hai visti?
    tristezza

    ma sai anche i Giapponesi non sono perfetti
    e con la crisi che c'è, se la gente vuole i coniferosi, loro ti danno i coniferosi
    devono pure mangiare anche loro

    Anche in Giappone il mondo del bonsai è molto vasto
    ci sono bonsai per l'importazione, bonsai per il mercato interno e opere d'arte


    Nicola Crivelli
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  7. #7
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    ultimamente mi è sorta un'idea

    vi sarete accorti che nel bonsai shohin si esasperano di più le caratteristiche di un bonsai
    nella misura di 20 cm di tende ad esagerare la conicità del tronco, l'ampiezza del nebari, i rami più abbassati anche nelle latifoglie

    non è che la tendenza attuale sia di fare shohin grossi??????????
    Bonsai esageratamente caratterizzati?


    Nicola Crivelli
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  8. #8
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    Il tema della Tipicità dell'essenza, è un argomento di studio trattato nel programma della Scuola d'arte Bonsai

    Mi piacerebbe sapere, Carlo, se l'argomento viene trattato anche nella scuola che sta frequentando, oppure in un altra delle oramai numerose scuole riconosciute UBI o IBS


    Nicola Crivelli
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  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da kitora Visualizza Messaggio
    tristezza

    ma sai anche i Giapponesi non sono perfetti
    e con la crisi che c'è, se la gente vuole i coniferosi, loro ti danno i coniferosi
    devono pure mangiare anche loro

    Anche in Giappone il mondo del bonsai è molto vasto
    ci sono bonsai per l'importazione, bonsai per il mercato interno e opere d'arte

    Eh già, purtroppo (o per fortuna) è il soldo che detta le regole, su questo aspetto non c'è Zen che tenga.
    Non a caso, il presidente Acampora ci ha insegnato che se vogliamo prendere dei bonsai giapponesi come riferimento, dobbiamo guardare quelli esposti alla Sakofu-ten e non quelli della Kokufu.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da kitora Visualizza Messaggio
    ultimamente mi è sorta un'idea

    vi sarete accorti che nel bonsai shohin si esasperano di più le caratteristiche di un bonsai
    nella misura di 20 cm di tende ad esagerare la conicità del tronco, l'ampiezza del nebari, i rami più abbassati anche nelle latifoglie

    non è che la tendenza attuale sia di fare shohin grossi??????????
    Bonsai esageratamente caratterizzati?
    Vero. Così come i dai vengono vendono un tot al quintale, anche gli shohin seguono la regola del "più grosso è, più bello sembra".

    Basta leggere i commenti più comuni fatti ai bonsai alle mostre. Oramai si sente quasi soltanto "Possente, Massiccio, Maestoso, Forte, ecc. ecc.". E' raro trovare un bonsai che sia "Leggero, elegante, femminile, discreto, fine, ecc. ecc."

    (Non a caso in un'altra discussione ho mostrato quel Kaki del M° S. Suzuki )

  11. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da kitora Visualizza Messaggio
    Il tema della Tipicità dell'essenza, è un argomento di studio trattato nel programma della Scuola d'arte Bonsai

    Mi piacerebbe sapere, Carlo, se l'argomento viene trattato anche nella scuola che sta frequentando, oppure in un altra delle oramai numerose scuole riconosciute UBI o IBS
    Che io sappia (ma non so cosa viene insegnato in queste oramai numerose scuole riconosciute e non) è un argomento ancora esclusivo (per la sua trattazione credo esaustiva) della Scuola d'arte Bonsai.

  12. #12

    Mitos

    Mi fa piacere notare che piano piano si arriva a discutere e pensare su argomenti interessanti. Per un comune sentire ci vuole una comune esperienza e/o cultura. Penso che la maggior parte dei bonsaisti abbia una conoscenza superficiale degli alberi in natura e dei portamenti delle varie specie. Questo contribuisce a far accettare molte palesi forzature e fantasie. La difficolta´maggiore, mia e penso di molti altri, e´quella di separare i bonsai che hanno un senso di naturalezza dal resto. Il resto e´stupendo esercizio di modellamento e di plasticita´,incredibile abilita´tecnica e profonda conoscenza formale ma non e´bonsai. Dopo i primi anni di bonsai ho iniziato ,con molti errori, a farmi un mio elenco personale di quello che non accetto nei bonsai che vedo, non e´un metodo molto ortodosso e ha necessita´di continui aggiornamenti ma e´utile al modo di pensare che il bonsai e´un arte del togliere.

  13. #13
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    E' un vero piacere averti tra noi Utopia (). I tuoi insegnamenti sono oro per noi tutti

    Possiamo allora dire che la naturalezza in un bonsai non è un dogma ma bensì una condicio sine qua non per la sua credibilità?

    Bonsai: l'arte del togliere. Proprio bella questa definizione.

  14. #14
    Tutor NBC Forum L'avatar di Armando
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    Citazione Originariamente Scritto da utopia Visualizza Messaggio
    Mi fa piacere notare che piano piano si arriva a discutere e pensare su argomenti interessanti. Per un comune sentire ci vuole una comune esperienza e/o cultura. Penso che la maggior parte dei bonsaisti abbia una conoscenza superficiale degli alberi in natura e dei portamenti delle varie specie. Questo contribuisce a far accettare molte palesi forzature e fantasie. La difficolta´maggiore, mia e penso di molti altri, e´quella di separare i bonsai che hanno un senso di naturalezza dal resto. Il resto e´stupendo esercizio di modellamento e di plasticita´,incredibile abilita´tecnica e profonda conoscenza formale ma non e´bonsai. Dopo i primi anni di bonsai ho iniziato ,con molti errori, a farmi un mio elenco personale di quello che non accetto nei bonsai che vedo, non e´un metodo molto ortodosso e ha necessita´di continui aggiornamenti ma e´utile al modo di pensare che il bonsai e´un arte del togliere.
    L'etimologia della parola Bonsai che indica un "albero miniaturizzato coltivato con arte in un vaso di adeguate proporzioni", dovrebbe orientare ad assumere forme di "Albericità" anche delle essenze tipicamente arbustive e sarmentose. Ed è così nella maggioranza dei casi. Poichè come ho già detto il Bonsai è un "albero in vassoio", e per questo ogni essenza "dovrebbe" esprimere una forma di albericità riscontrabile nei vari stili. Ciò non toglie che io sono un amante delle forme che richiamano la "Naturalezza" dell'albero, anche se in natura una naturalezza così perfetta è molto difficile da riscontrare. Ed è per questo che invito utopia a leggere il mio post di qualche tempo fa dal titolo: "Estetica o quintessenza Bonsai?".
    Armando


    Armando Dal Col, Tarzo (TV) Giardino Museo Bonsai della Serenità - http://www.youtube.com/user/ArmandoHainaDalCol

  15. #15
    Interessante argomento. Personalmente intendo il bonsai come la riproduzione di un vecchio albero, a prescindere dalla specie a cui appartiene, ovvero tutte le sue caratteristiche devono stimolare l'osservatore al ricordo di vecchi esemplari che con il peso degli anni hanno assunto quella forma arrotondata e uniformemente vigorosa. Nel formare i miei esemplari, guardo molto al modello giapponese, che tende al "coniferoso", lasciando la tipicità della forma solo ad alcune essenze, come i prunus. Per tutte le altre essenze, ed in particolare a quelle della macchia mediterranea, credo che la migliore struttura sia quella proposta dai giapponesi.

  16. #16
    Tutor NBC Forum L'avatar di Enny
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    Argomento interessante e annoso che sicuramente porterà a idee e gusti contrastanti. Personalmente sono sempre alla ricerca di quelle piante, che allo stato naturale, una volta che le incontri ti scioccano e ti lasciano lì come un ebete a bocca aperta per decine di minuti senza parole, riempiendoti però di dubbi del tipo:ma come è possibile che forze naturali riescano così a tanto? Quindi è sempre stato il mio sogno cercare di immitare (purtroppo molto vagamente) madre natura. Nello stile giapponese come diceva Luca, vengono realizzati sicuramente esemplari molto belli dal punto di vista tecnico-artistico, ma pur sempre piuttosto artificiosi e introvabili allo stato naturale.

    Enny

  17. #17
    Moderatore L'avatar di kitora
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    Citazione Originariamente Scritto da Luca Visualizza Messaggio
    Interessante argomento. Personalmente intendo il bonsai come la riproduzione di un vecchio albero, a prescindere dalla specie a cui appartiene, ovvero tutte le sue caratteristiche devono stimolare l'osservatore al ricordo di vecchi esemplari che con il peso degli anni hanno assunto quella forma arrotondata e uniformemente vigorosa. Nel formare i miei esemplari, guardo molto al modello giapponese, che tende al "coniferoso", lasciando la tipicità della forma solo ad alcune essenze, come i prunus. Per tutte le altre essenze, ed in particolare a quelle della macchia mediterranea, credo che la migliore struttura sia quella proposta dai giapponesi.
    Anche nel bonsai giapponese ogni essenza bonsai ha i suoi punti di tipicità

    se mi fai vedere la siluette di un bonsai giapponese al 90% riesco a distinguerne l'essenza
    come quando riconosco un albero da lontano in inverno

    i shinpaku hanno la loro tipicità, molto secco e tronchi sinuosi e stravaganti con nebari quasi assente
    i kuromatsu hanno chiome fitte e compatte con un bel nebari (anche se non esagerato)
    i goyomatsu sono in genere più svolazzanti
    l'akamatsu è quasi sempre impostato in stile bunjin
    i momiji riconoscibili dal nebari esagerato e dalla tipica ramificazione
    i kaede vengono costruiti molto compatti e più maschili (coniferosi) oppure usati per stupendi boschetti
    I mume sono inconfondibili
    e via dicendo

    è molto raro trovare un momiji impostato come un kaede
    un goyomatsu come un kuromatsu
    un shinpaku come un ezomatsu

    La tipicità nel bonsai Giapponese è un fatto inconfutabile
    Ultima modifica di kitora; 03 August 2010 alle 00:44


    Nicola Crivelli
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  18. #18
    Amministratore L'avatar di Carlo
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    La discussione inizia a prendere il largo. Bene

    Citazione Originariamente Scritto da kitora Visualizza Messaggio
    è molto raro trovare un momiji impostato come un kaede
    un goyomatsu come un kuromatsu
    un shinpaku come un ezomatsu

    La tipicità nel bonsai Giapponese è un fatto inconfutabile
    Kit, credo di capire che per arrivare a questa forte tipicizzazione, ci sia un lavoro di preparazione/coltivazione alle spalle non indifferente, o sbaglio?

  19. #19
    Nello stile giapponese come diceva Luca, vengono realizzati sicuramente esemplari molto belli dal punto di vista tecnico-artistico, ma pur sempre piuttosto artificiosi e introvabili allo stato naturale.[/QUOTE]

    Quoto Enny. E questo personalmente mi soddisfa dal punto di vista tecnico in maniera quasi maniacale.

  20. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da Luca Visualizza Messaggio
    Interessante argomento. Personalmente intendo il bonsai come la riproduzione di un vecchio albero, a prescindere dalla specie a cui appartiene, ovvero tutte le sue caratteristiche devono stimolare l'osservatore al ricordo di vecchi esemplari che con il peso degli anni hanno assunto quella forma arrotondata e uniformemente vigorosa. Nel formare i miei esemplari, guardo molto al modello giapponese, che tende al "coniferoso", lasciando la tipicità della forma solo ad alcune essenze, come i prunus. Per tutte le altre essenze, ed in particolare a quelle della macchia mediterranea, credo che la migliore struttura sia quella proposta dai giapponesi.
    ... e questa risposta lava via un sacco di dubbi....grazie Luca

  21. #21
    Amministratore L'avatar di Carlo
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    Citazione Originariamente Scritto da alchimista.vv Visualizza Messaggio
    ... e questa risposta lava via un sacco di dubbi....grazie Luca
    A dire il vero, credo che ne aggiunga di nuovi

  22. #22
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    Citazione Originariamente Scritto da Carlo Visualizza Messaggio
    A dire il vero, credo che ne aggiunga di nuovi
    ....secondo me come dice Carlo ne aggiunge parecchi di nuovi, scusate la mia ignoranza ma la macchia mediterranea è composta
    da quali essenze????

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