La valenza del premio – I parte

Prèmio s. m. [dal lat. praemium, comp. di prae– «pre-» e emĕre «prendere, acquistare»].
1. a. Ciò che si riceve come ricompensa e in riconoscimento di proprî meriti. – b. Con sign. più concreto e più com., somma di denaro o oggetto più o meno prezioso che si assegna e si conferisce pubblicamente, per lo più in cerimonie di una certa solennità, in riconoscimento di determinati meriti, di una superiorità dimostrata, spesso anche come incoraggiamento a proseguire in un’attività con maggiore impegno.

Da quando esistono le mostre concorso, c’è sempre stata una scia di polemiche (più o meno aspre) all’attribuzione dei premi, derivanti più che altro dall’immaturità e dall’incapacità di accettare un giudizio sul proprio operato. Se di per sè è difficile accettare la sconfitta in ambiti governati da regole precise ed improntate sull’oggettività, è facile comprendere come nell’ambito bonsai/suiseki, regolato dalla percezione della bellezza che è già di per sè estremamente soggettiva, l’attribuzione di un premio diventi una faccenda ancor più spinosa.
C’è chi è a favore e chi è contro il premio; non è questo il luogo per analizzare questo tipo di argomento (né tantomeno ho la presunzione di farlo), ma mi piacerebbe condividere con voi un evento che accade molto raramente durante le mostre, specialmente in quelle di respiro nazionale/internazionale, dove il livello delle esposizioni si innalza di tanto.
È questo il caso del Suiseki appartenente a Daniela Schifano, una pietra altopiano (danseki) chiamata “Nello spazio e nel tempo”, esposta lo scorso weekend al Congresso UBI ad Arco, che ha vinto contemporaneamente ben tre premi, rispettivamente per BCI, IBS ed UBI. Tre giudici diversi, con visioni, sensibilità e preparazioni diverse, hanno dato un giudizio convergente assegnando il massimo punteggio alla medesima pietra, a dimostrazione che quando il bello raggiunge vette d’assoluto, la soggettività si trasforma – uniformandosi – in oggettività!
Evento raro, rarissimo, che sovverte il detto “non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace”, aprendo a nuovi ed interessanti spunti di riflessione.  Nulla di questa pregevole esposizione è stata lasciato al caso, ma curata nei minimi particolari, cosa che – seppur per un breve istante – ha permesso di unire l’autore con l’osservatore in uno scenario dove l’emozione e la suggestione rasentavano il piano del tangibile.


“Nello spazio e nel tempo”Kamogawa-ishi (Giappone) | 26,5 cm di lunghezza, 11,5 cm di profondità e 9,0 cm di altezza (descrizioni a cura di Daniela Schifano)

Questo suiseki proviene dalle collezioni del defunto Sugii Chugi (n.2117 della sua collezione) e di Arishige Matsuura, al tempo Presidente della N.S.A., che l’ha esposta due volte in Europa, nel 2011 e nel 2013. Matsuura pubblicò questa pietra sul suo libro del 2010 “Introduzione al Suiseki”, a pag. 79.

Il kiribako originale, che riporta l’etichetta con il n. 2117 della collezione di Sugii Chugi e su ogni lato la foto della pietra. Nella parte interna del coperchio del Kiribako è apposta la firma e il timbro di Arishige Matsuura.

Nel 2011 la pietra fu esposta fuori concorso da Arishige Matsuura a Ratingen, nel corso del Congresso ESA in cui era ospite d’onore.
Ritrovai questa pietra nel 2013, nel Catalogo della mostra per il 20° Anniversario della German Suiseki Association. A pag.98 la pietra esposta ancora a nome di Arishige Matsuura

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